Negli ultimi anni l’attività in acqua viene spesso consigliata a chi soffre di lipedema o linfedema, grazie alla sensazione di leggerezza che regala e all’effetto drenante esercitato dalla pressione idrostatica.
Nuoto, acquagym e camminata in acqua possono sicuramente essere attività utili e piacevoli, ma è importante chiarire un punto fondamentale: l’attività in acqua da sola non è sufficiente per gestire queste condizioni in modo efficace nel lungo periodo.
Per comprendere il motivo, bisogna capire cosa succede realmente nel corpo.
Quando ci immergiamo in acqua, il corpo subisce una pressione idrostatica naturale che aumenta con la profondità.
Questo effetto produce alcuni benefici immediati:
· favorisce il ritorno venoso e linfatico
· riduce temporaneamente il gonfiore degli arti
· dà una sensazione di leggerezza e sollievo
· rende il movimento più facile e meno doloroso
È per questo motivo che molte persone con lipedema o linfedema riferiscono di stare meglio in acqua rispetto alla terraferma.
Tuttavia, questo beneficio è temporaneo.
Quando si esce dall’acqua, la pressione scompare e il sistema linfatico deve tornare a lavorare autonomamente.
Se non è stato allenato adeguatamente, i benefici tendono a svanire rapidamente.
L’allenamento in acqua presenta alcune limitazioni importanti per chi ha lipedema o linfedema.
1. Mancanza di stimolo muscolare sufficiente
Il sistema linfatico non ha una pompa propria ma dipende in gran parte dalla contrazione dei muscoli per far circolare la linfa.
In acqua il corpo pesa meno e i movimenti risultano più facili, ma questo significa anche che:
· la resistenza muscolare è spesso ridotta
· lo stimolo metabolico può essere insufficiente
· il lavoro sulla massa muscolare è limitato
Allenare la muscolatura è invece fondamentale per migliorare il drenaggio naturale.
2. Non migliora abbastanza il metabolismo del tessuto
Nel lipedema il problema non riguarda solo la ritenzione di liquidi, ma anche l’alterazione del tessuto adiposo e della microcircolazione.
Per migliorare questa situazione servono stimoli che:
· aumentino la forza muscolare
· migliorino la vascolarizzazione
· attivino il metabolismo dei tessuti
Questi risultati si ottengono più facilmente con un allenamento progressivo a terra, mirato e strutturato.
3. Non prepara il corpo alla vita quotidiana
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la specificità del movimento.
La vita quotidiana avviene sulla terraferma:
· camminare
· salire le scale
· stare in piedi
· sostenere il peso del corpo
Allenarsi solo in acqua non prepara adeguatamente il corpo a queste attività.
Il rischio è di avere benefici solo durante l’attività, senza miglioramenti reali nella gestione dei sintomi nella vita di tutti i giorni.
Per chi soffre di lipedema o linfedema, l’approccio più efficace è integrare diverse tipologie di movimento.
Un programma completo dovrebbe includere:
1. Allenamento miofasciale per migliorare la qualità del tessuto; ridurre rigidità e tensioni; favorire il drenaggio;
2. Allenamento di forza per stimolare la pompa muscolare; supportare il sistema linfatico e migliorare il metabolismo dei tessuti;
3. Movimento aerobico come comminata, cyclette e attività a bassa intensità ma costante
4. Attività in acqua, utile come supporto ed ottima nelle fasi di infiammazione o dolore; ideale per aumentare il volume di movimento senza sovraccarico. In questo modo l’acqua diventa un complemento strategico, non l’unica soluzione.
L’attività in acqua è un ottimo alleato, ma non deve essere l’unico tipo di movimento.
Per gestire lipedema e linfedema in modo efficace è necessario allenare il corpo in modo completo, lavorando su muscoli, fascia, circolazione e metabolismo dei tessuti.
Solo un approccio integrato permette di ottenere:
· miglioramento della circolazione
· riduzione della sensazione di pesantezza
· maggiore funzionalità del sistema linfatico
· migliore qualità della vita
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